A volte la lealtà è una zavorra pesante.
Chi ama ha il potere di distruggere. E io ero stata distrutta, sbriciolata.

Il tempo passa. Anche quando sembra impossibile. Anche quando il rintocco di ogni secondo fa male come il sangue che pulsa nelle ferite. Passa in maniera disuguale, tra strani scarti e bonacce prolungate, ma passa. Persino per me.
L'amore è irrazionale, più ami qualcuno, più perdi il senso delle cose.
"Lasciamo perdere i limiti temporali se vuoi che sia a compiere il gesto, lo farò ma ad una condizione"
"Quale?"
il suo sguardo era prudente. Parlò lentamente. " prima sposami"
"E dai ho soltanto 18 anni!"
"bè, io quasi 110, è ora che metta la testa a posto."
Ti ho amata sempre e sempre ti amerò. Ho pensato a te, visto il tuo volto nei ricordi, durante ogni minuto di lontananza. Dirti che non ti volevo più è stata una terribile bestemmia. (Edward)
Prima di te, Bella, la mia vita era una notte senza luna. Molto buia, ma con qualche stella: punti di luce e razionalità... Poi hai attraversato il cielo come una meteora. All'improvviso, tutto ha preso fuoco: c'era luce, c'era bellezza. Quando sei sparita, la meteora è scomparsa dietro l' orizzonte e il buio è tornato. Non era cambiato nulla, ma i miei occhi erano rimasti accecati. Non vedevo più le stelle. Niente aveva più senso.
C'era una sola cosa alla quale dovevo credere se volevo continuare a vivere: la certezza della sua esistenza. Per me era tutto. Al resto avrei saputo resistere. A patto che lui fosse ancora vivo e reale.
Il legame che ci univa era più forte della distanza, dell'assenza e del tempo. Poco importava che fosse più speciale, bello, brillante o perfetto di me, ormai anche lui era coinvolto e condizionato in modo irreversibile. Era destinato a essere mio, per sempre, come io appartenevo a lui.
"Ti piaccio, vero?"
"Si, lo sai anche tu."
"Più di quel pagliaccio che sta vomitando l'anima là dietro?"
"Si."
"Più di tutti i ragazzi che conosci?"
"Anche più di tutte le ragazze."
"Ma non c'è altro."
"Si"
"Va bene così, sai. Mi basta sapere che ti piaccio più di tutti. E che pensi che io sia, come dire, bello. Sono pronto a perseguitarti per sempre."
Ricordare era vietato, dimenticare mi faceva paura; era un confine difficile da attraversare.
Avevo dimenticato cosa fosse la vera felicità. La felicità. Rendeva sopportabile persino la morte.
Tra il dolore e il nulla, avevo scelto il nulla.
Quella voce l'avrei riconosciuta ovunque; la riconoscevo sempre con emozione, che fossi sveglia, addormentata... persino da morta. La voce per cui ero disposta a camminare nel fuoco, oppure, senza esagerare, a sguazzara una vita intera sotto un'interminabile pioggia fredda.
Anziché spostarmi, continuai a pensare a Giulietta. Chissà cosa avrebbe fatto se ad allontanare Romeo da lei non fosse stato il divieto dei genitori, ma un semplice calo di interesse. E se poi Rosalina gli si fosse concessa facendogli cambiare idea? Cosa sarebbe accaduto se fosse sparito, anziché sposare Giulietta? In cuor mio sapevo come si sarebbe sentita. Non sarebbe tornata alla sua vecchia vita, non del tutto. Di certo non si sarebbe lasciata il passato alle spalle. Anche se fosse sopravvissuta fino a diventare vecchia e grigia, le sarebbe bastato chiudere gli occhi per rivedere il volto di Romeo. Prima o poi se ne sarebbe fatta una ragione. Chissà forse alla fine avrebbe sposato Paride, tanto per placare i suoi e non creare scompiglio. No, probabilmente no. Del resto, di Paride si sapeva molto poco. Era soltanto un personaggio di contorno – un surrogato, una minaccia, una scadenza fissata per forzarle la mano. E se Paride fosse stato qualcosa di più? Un amico? Il migliore amico di Giulietta? Se fosse stato l'unico a cui la giovane avesse svelato la devastante storia con Romeo? L'unica persona che la capisse davvero, che la facesse sentire quasi un essere umano? Se fosse stato paziente e gentile? Se si fosse preso cura di lei? Che ne sarebbe stato, se Giulietta avesse capito di non poter sopravvivere senza di lui? Se fosse stato davvero innamorato di lei, desideroso di farla felice? E.. se Giulietta si fosse innamorata di Paride? Non come di Romeo. Niente a che vedere, certo. Ma abbastanza per desiderare che anche lui fosse felice? Se Romeo se ne fosse andato per non tornare mai più, sarebbe importato qualcosa che Giulietta accettasse l'offerta di Paride? Forse sarebbe stato meglio per lei ricucire i brandelli di vita che si era lasciata alle spalle. Forse, così avrebbe raggiunto quel poco di felicità che le era ancora concessa. Forse stavo esagerando con le mie riflessioni. Era impossibile che Romeo cambiasse idea. Ecco perché la gente ricordava i loro nomi sempre uniti : Romeo e Giulietta. Ecco perché era una gran bella storia. Giulietta si accontenta di Paride non avrebbe mai sfondato..
Dopotutto,quante lacerazioni può sopportare un cuore prima che smetta di battere? Nei giorni precedenti avevo incassato colpi mortali, e non mi avevano rafforzata. Anzi, mi sentivo orribilmente fragile, come se bastasse una parola a sbriciolarmi. (pag. 390)
Mi sentivo una luna solitaria-dopo che il mio pianeta era stato distrutto da un cataclisma-che si ostinava a girare attorno ad uno spazio vuoto, facendosi beffe della gravità.
Di tanto in tanto, mentre parlava con Alice, Edward si chinava su di me e mi baciava. Le sue labbra liscie come il vetro mi sfioravano i capelli, la fronte, la punta del naso. Ogni volta risvegliava il mio cuore assopito con una scossa elettrica. L'eco dei suoi battiti si perdeva nella stanza.
Era il paradiso...ma al centro esatto dell'inferno.[new moon pg.387]
"Ciò che provo per te non cambierà mai...certo che ti amo, e tu non puoi farci niente!"
"Non avevo bisogno di sentire altro".A quel punto sentii la sua bocca sulla mia e mi arresi. E non perchè fosse mille volte più forte di me. La mia volontà si sbriciolò nell'istante preciso del contatto. Il bacio non fu affatto prudente come a quelli che ricordavo, ma andava benissimo così. Se proprio dovevo perdere un altro brandello di me stessa, meglio esagerare. Perciò restituii il bacio, mentre il cuore scandiva un ritmo spezzato e disordinato, il respiro si trasformava in affanno, e le dita cercavano ingorde il suo viso. Sentivo il suo corpo marmoreo aderire al mio ed ero felice che non mi avesse ascoltata:non c'era dolore al mondo per cui valesse la pena di rinunciare a quell'istante. Le nostre mani riprendevano confidenza con il viso dell'altro e nei brevi istanti in cui le labbra si separavano, lui sussurrava il mio nome.
"Sei impaziente di essere dannata per l'eternità"
"Non ci credi neanche tu, è inutile fingere."Mi guardò torvo, pronto a ribattere, ma io fui più veloce di lui."Se fossi stato convinto d'aver perso l'anima,quando ti ho ritrovato a Volterra avresti capito cosa stava accadendo anzichè ritenerci morti entrambi. Invece no, hai detto 'Straordinario. Carlisle aveva ragione'"esclamai trionfante."Dopotutto dentro te c'è un filo di speranza".
Per una volta fui io a lasciarlo senza parole.
"Perciò questa speranza conserviamola entrambi. Non che m'importi granchè.Se ci sei tu non ho bisogno del paradiso". (Bella e Edward)